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Maurizio Harari

Alunno del Collegio Ghislieri di Pavia, laureato in Lettere (ind. classico) nel 1976, con lode e dichiarata dignità di stampa; sottoufficiale di complemento nell’esercito italiano; già assistente incaricato, borsista rettorale, ricercatore e professore associato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pavia, vi è stato chiamato il 14 luglio 2010 come professore straordinario per il SSD L-ANT/06 (Etruscologia e antichità italiche). Dal 2002 a tutto il 2012 è stato, nella medesima università, presidente del consiglio scientifico della Biblioteca "Francesco Petrarca"; e dal 2013 vi è presidente del Consiglio Didattico di Lettere. Ha insegnato discipline archeologiche, oltre che a Pavia, nelle Università di Londra, University College (1988-91) e di Ferrara (1992-2001).

Come nacque l'italia

Lezioni individuali

Ogni lezione costa 5 € e la licenza dura tre mesi

titolo durata
Presentazione del corso
01
Prima Italia
Negli scrittori antichi il termine Italia ha assunto solo con il tempo l'estensione che conosciamo, all'inizio indicava la sola estremità meridionale dell'Italia. Le regioni italiane ancora oggi hanno nome dalle popolazioni che le avevano abitate in epoca pre-romana: a partire dall'età del ferro, grazie all'analisi archeologica, è possibile individuare sulla carta, grazie alle differenze nei loro elaborati, i confini di occupazione delle varie genti.
20:08
02
Barbari del nord-ovest, Liguri e Celti
L'analisi archeologica moderna delle regioni Liguria e Transpadania e dei popoli che le abitarono (liguri e celti) ha portato a una totale rivalutazione dell'ideologizzazione ottocentesca che considerava i liguri come popolazione autoctona di lingua non indoeuropea e i celti come invasori che li avrebbero indoeuropeizzati.
20:10
03
L'angolo dei Veneti
I veneti, popolo pacifico che non si scontrò mai con nessuno, rappresentano una situazione assai fortunata: la loro cultura archeologica è infatti chiaramente riconoscibile. Anche le zone di culto sono ben testimoniate.
19:36
04
Gli Etruschi (Parte I)
L'Etruria non è unica, ma formata da dodecapoli, vere e proprie città stato. L'identità linguistica etrusca non solo è ben precisa, ma è l'unica per cui abbiamo testimonianza di una tradizione letteraria che i romani conoscevano attraverso traduzioni in latino (andate anch'esse perdute). Migliaia le iscrizioni ritrovate, trascritte in alfabeto greco: la lingua tuttavia non è indoeuropea e per questo i testi complessi sono ancora difficili da comprendere. Lo studio delle tombe mette bene in luce l'evoluzione delle élites che furono a capo dello sviluppo etrusco.
21:07
05
Gli Etruschi (Parte II)
Gli etruschi applicarono il sistema delle 12 città anche fuori dalla Toscana: è il caso, ad esempio, della cultura villanoviana nella valle del Po. La loro presenza passa da Mantova fino alla zona del salernitano, occupando dunque, di fatto, quasi tutta l'Italia.
20:26
06
Il vecchio Lazio
La cultura dei Colli Albani e della primissima Roma è ben testimoniata, sia grazie ai ritrovamenti archeologici sia tramite le fonti dei latini stessi.
20:21
07
Umbri e altri italici
Le lingue italiche si dividono in due sottogruppi: l'osco (più antico) e l'umbro (più recente). Dopo il latino l'osco fu la lingua più parlata in Italia. Italici sono dunque i popoli che parlarono lingue di origine comune: gli umbri, i sabini e i piceni. Queste popolazioni sono caratterizzate da grande instabilità migratoria dovuta all'attività dell'allevamento con transumanza. Non hanno perciò vere e proprie città, saranno i romani a introdurle.
21:09
08
La Campania preromana
La Campania ha un quadro di popolazioni complesso: coloni greci (VIII secolo), sanniti ed etruschi. Nel corso del IV secolo poi divenne italica poiché subì l'immigrazione dei popoli dell'Appennino.
20:39
09
Indigeni del sud
L'antica Puglia era occupata dai Messapi (penisola salentina), dai Peucezi (barese) e dai Dauni (foggiano). Queste genti furono tra loro molto diverse, soprattutto per il rapporto che intercorse con i coloni greci.
20:23
10
Le due grandi isole: Sicilia e Sardegna
Le isole sono realtà autonoma anche per gli antichi. In Sicilia le colonie greche rimasero tutte sulla cosa, mentre all'interno troviamo popolazioni indigene (Elimi, Sicani e Siculi). In Sardegna gli insediamenti cittadini sono dovuti alla presenza punica, mentre il mondo nuragico (età del bronzo) solo a volte è inserito in un abitato.
20:34